Il Lazio cresce, ma ora la sfida è capire come trasformare questa crescita in più occupazione, salari migliori, servizi e qualità della vita. È il punto di partenza della proposta del segretario regionale UGL Lazio Armando Valiani, che chiede una nuova stagione di confronto tra Regione, sindacati, imprese e altri attori economici e sociali.
Secondo le analisi della Banca d’Italia citate dall’UGL, nel 2025 l’economia regionale è cresciuta in termini reali dello 0,6%, leggermente sopra la media nazionale. A sostenere l’attività sono stati soprattutto i consumi privati e gli investimenti, con un contributo significativo delle opere pubbliche legate al PNRR e al Giubileo, oltre all’apporto positivo delle esportazioni.
Per Valiani, però, il dato sulla crescita non basta. La domanda da porsi è un’altra: quanto cresce il Lazio, dove cresce e soprattutto per chi cresce?
Il quadro presenta infatti ancora diverse criticità. La crescita non è uniforme tra settori e territori, persistono differenze tra Roma e le province, mentre restano aperte le questioni dell’occupazione giovanile e femminile, della qualità e stabilità del lavoro, dei salari e della formazione necessaria per affrontare transizione digitale, energetica e intelligenza artificiale.
Particolare attenzione viene riservata ai comparti industriali strategici e alle aree in trasformazione, dall’automotive all’area di Cassino, fino al tessuto produttivo del Lazio meridionale.
Fondi europei, in gioco 3,4 miliardi
Uno dei punti centrali della proposta riguarda la programmazione delle risorse europee. Secondo l’UGL Lazio, il FESR dispone di circa 1,82 miliardi di euro, mentre il FSE+ mette a disposizione circa 1,60 miliardi. Complessivamente si tratta di circa 3,4 miliardi di euro, ai quali si aggiungono altre risorse nazionali ed europee, tra cui quelle per sviluppo rurale, pesca e Fondo per lo Sviluppo e la Coesione.
La richiesta è evitare una gestione frammentata delle risorse e collegare bilancio regionale, fondi europei, politiche industriali, formazione, infrastrutture, welfare e lavoro all’interno di una strategia unica.
Per questo Valiani propone una Cabina di regia permanente sulla programmazione economica, sociale ed europea, con il coinvolgimento delle Parti Sociali.
L’obiettivo, spiega l’UGL, non sarebbe creare un nuovo organismo burocratico, ma permettere a istituzioni, sindacati e imprese di confrontarsi prima delle decisioni strategiche su investimenti, settori da sostenere, competenze da sviluppare e risultati occupazionali da raggiungere.
Le dieci priorità per il Lazio
La proposta individua dieci grandi aree di intervento: occupazione giovanile e femminile, crescita dei salari e della produttività, sicurezza e qualità del lavoro, formazione e nuove competenze, intelligenza artificiale e digitalizzazione, politica industriale, infrastrutture e mobilità, sanità e welfare, transizione energetica e riequilibrio territoriale.
A queste si aggiunge la necessità di valorizzare i principali asset produttivi regionali: farmaceutica, aerospazio, automotive, agroindustria, economia del mare, turismo, logistica, cultura, ricerca e nuove tecnologie.
Roma locomotiva, ma le province devono correre
Per l’UGL, Roma deve continuare a svolgere il ruolo di grande motore economico regionale, ma senza lasciare indietro Latina, Frosinone, Rieti e Viterbo.
Particolare attenzione viene chiesta per il Lazio meridionale, considerato strategico per farmaceutica, automotive, agroalimentare, economia del mare e logistica. Parallelamente, secondo Valiani, servono interventi specifici per le aree interne alle prese con spopolamento e carenza di servizi.
Ma non basta stanziare i fondi. La proposta prevede un monitoraggio trasparente dell’utilizzo delle risorse: quanto viene programmato, messo a bando, impegnato e realmente speso, ma soprattutto quanti investimenti, imprese coinvolte e posti di lavoro vengono generati.
La sfida, dunque, è passare dai miliardi stanziati ai risultati concreti per cittadini e imprese.
E mentre si completa il ciclo europeo 2021-2027, l’UGL chiede di iniziare già a costruire una posizione condivisa del Lazio sulla prossima programmazione europea.
Per Valiani, la vera sfida è trasformare il Lazio in una locomotiva capace di trascinare tutti i suoi territori: la crescita economica, sostiene il sindacato, deve diventare crescita sociale, con più lavoro, salari migliori, maggiore sicurezza e una qualità della vita più alta.









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